Il caldo ci riporta oltre che ai cambiamenti climatici eccessivi, anche al mese di giugno che è caratterizzato dal Gay Pride: dove le città si colorano di arcobaleni, musica ma anche altri eventi all’interno della stessa manifestazione.

Quest’anno un evento fuori dal nostro paese ha fatto una parte della storia, stiamo parlando dell’Olanda e della Regina Maxima consorte di Re Guglielmo, che nel mese afoso di luglio ha inaugurato il World Pride ad Amsterdam per sostenere il diriito alla propria identità e libertà nell’amare chi si voglia. Una scelta importante perché nessuna regina prima di lei si era esposta così tanto, senza dimenticare, che quest’argomento è considerato ancora tabù, sopratutto a corte.

Il World Pride che si è svolto a Amsterdam è una delle più grandi manifestazioni di persone Lgbtqia+ provenienti da tutto il mondo.

Ma il Pride quest’anno è stato caratterizzato anche dall’attentato al Christopher Street Day di Berlino, che è costato la vita a una donna polacca e ferito 29 persone, che si trovavano alla manifestazione per rappresentare delle scelte di libertà, un genere che non trova ancora una collocazione bene precisa in molti paesi del mondo.

Un libro che porta alle mancate libertà così diverse nel nostro paese e precisamente nel carcere dell’Asinara.


L’esordio narrativo dello scrittore e direttore creativo sardo Lucio Aru “Gent’arrubia” per la casa editrice apalos che affronta la salute mentale nelle istituzioni: un agente penitenziario e tutto quello che può incrinare la salute psicologica dello stesso.

Esiste un luogo dove ogni persona può sentirsi libera di amare e di essere dentro la diversità della mente, un guerriero che lotta contro fantasmi mentali, ma che allo stesso tempo cerca di creare una convivenza dentro un luogo, che per antonomasia rappresenta la chiusura?

Vi ributto questa domanda invitandovi a leggere questo romanzo di Lucio Aru.

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