Il 18 agosto 1563, il filosofo Michel de Montaigne perse la sua anima gemella: Étienne de La Boétie. Montaigne pianse profondamente questa perdita, disperando di non poter mai più trovare un amore così profondo. Sentiva di essere stato derubato della sua altra metà, condannato a trascinarsi in una vita stanca e insensata.

Gli scritti pieni di dolore di Montaigne nei suoi taccuini non riguardavano sua moglie, Françoise, che era viva e vegeta, né un amante illecito, ma il suo migliore amico, La Boétie. Montaigne e La Boétie erano un’anima in due corpi, condividendo ogni aspetto della vita.

Il famoso saggio di Montaigne, Sull’amicizia racconta questo legame intimo.

Alcuni lettori hanno speculato che le descrizioni appassionate di Montaigne suggeriscano una relazione più profonda della semplice amicizia. Sebbene ciò sia possibile, è anche probabile che la scrittura di Montaigne rifletta una concezione storica dell’amicizia difficile da comprendere appieno per i lettori moderni.

Montaigne vedeva l’amicizia con una sorta di monogamia, credendo che la profonda connessione che condivideva con La Boétie potesse esistere solo con una persona. Sosteneva che la vera amicizia dissolve i confini personali, fondendo i sé dei due amici. Avere più di un amico così introdurrebbe lealtà conflittuali e costringerebbe a fare scelte difficili su chi prioritizzare.

Per le orecchie moderne, questa esclusività potrebbe sembrare strana, persino inquietante. Oggi, spesso abbiamo più amici intimi e gestiamo le nostre priorità senza troppi problemi. Questa nozione di esclusività è più comunemente accettata nelle relazioni romantiche.

Le norme sociali dominanti trattano la monogamia come la norma nelle relazioni romantiche, passando dagli appuntamenti casuali alla definizione della relazione che culmina, da copione, nell’esclusività.

La mononormatività

Questa aspettativa, nota come mononormatività, prescrive che le relazioni romantiche debbano essere esclusive, e qualsiasi deviazione è spesso vista come non etica, immatura o pericolosa. Ma perché è così?

La mononormatività ha radici storiche profonde, plasmando strutture sociali come la famiglia nucleare, ed è stata utilizzata come strumento di controllo. I poteri coloniali imposero il matrimonio monogamo tra le popolazioni indigene, in Africa e nelle Americhe in particolare, e le leggi incentivavano i matrimoni monogami tra i coloni. Oggi, norme simili esistono nei benefici legali per le coppie sposate, come sgravi fiscali e diritti di visita ospedaliera.

La mononormatività è stata anche un mezzo per sopprimere le identità queer, rafforzando norme che garantiscono che proprietà e discendenza rimangano all’interno di un quadro legittimo. Storicamente, è stata applicata più rigorosamente sulle donne, garantendo la certezza della paternità.

Mentre le relazioni strette sono essenziali per il benessere umano, fornendo sicurezza emotiva e conforto fisico, sorge una domanda cruciale: perché limitare l’intimità a un solo partner?

I filosofi hanno spesso sostenuto che l’amore romantico o sessuale inclina naturalmente verso la monogamia. Nel Simposio di Platone, Aristofane racconta un mito in cui gli esseri umani erano originariamente interi e furono divisi da Zeus, lasciandoci a cercare le nostre altre metà. Il cortigiano medievale Andreas Capellanus, nel XII secolo, affermava che il vero amore è diretto verso una sola persona, e nel XIX secolo, l’ideale dell’amore romantico divenne più strettamente legato alla fedeltà sessuale per tutti i generi.

Monogamia messa in discussione

Più recentemente, la monogamia è stata sempre più messa in discussione. Negli anni ’20 del Novecento, Bertrand Russell e negli anni ’40 Simone de Beauvoir sostenevano che l’uguaglianza dei sessi richiedeva l’amore libero. De Beauvoir trovò gioia nell’esplorare varie relazioni romantiche durante la sua vita. Questa esplorazione le permise di vivere esperienze profonde che una relazione strettamente monogama avrebbe potuto limitare.

Oltre al suo legame con Sartre, la travolgente storia d’amore di de Beauvoir con lo scrittore americano Nelson Algren fu una delle esperienze più formative della sua vita. La sua partnership con il regista Claude Lanzmann, direttore del film Shoah, fu anche una fonte di pace e contentezza.

Se de Beauvoir non avesse avuto la libertà di esplorare queste relazioni, la sua vita e la sua filosofia sarebbero state altrettanto ricche?

Le comunità poliamorose hanno cominciato a emergere più apertamente a partire dagli anni ’90 ed i trend sono in aumento. Per esempio, un sondaggio del 2020 ha rilevato che quasi la metà dei millennial considera ideali le relazioni non monogame.

Se vediamo l’intimità come una cosa positiva, perché proibire a coloro che amiamo di sperimentarne quanto desiderano?

Molte relazioni apparentemente monogame sono, in realtà, non monogame, spesso clandestinamente. Circa il 20% degli uomini sposati americani e il 13% delle mogli americane ammettono di tradire i propri coniugi, e questo riguarda solo quelli che lo ammettono e solo quelli che hanno avuto rapporti sessuali con altri, senza considerare l’infedeltà emotiva.

Molte persone sperimentano cotte non corrisposte, si innamorano al di fuori della loro relazione principale e vivono lunghi periodi in matrimoni insoddisfacenti. Sebbene ci siano molti benefici nell’avere un partner, essere parte di una coppia significa necessariamente essere parte di una sola coppia?

Anche coloro che desiderano i benefici fiscali, il riconoscimento sociale e il conforto di essere parte di una coppia non necessariamente devono rinunciare a tutti gli altri, né dovrebbero aspettarsi che il loro partner faccia lo stesso. Anche le persone più amorevoli e ben intenzionate non possono soddisfare tutti i bisogni di un partner. Le persone hanno valori, interessi e bisogni diversi in momenti diversi, e questi possono cambiare nel corso della vita. La non monogamia può alleviare la pressione su un singolo partner di essere tutto per il proprio compagno. Consente una gamma più ampia di esperienze e connessioni.

Un argomento a favore della monogamia è che rende una relazione speciale. Scegliendo una sola persona, la distinguiamo e la trattiamo come tutto per noi. Questa esclusività può far sentire importante l’altro. Tuttavia, non trattiamo altri tipi di relazioni come speciali solo se escludono altre persone. I genitori dicono comunemente di amare i loro figli in egual misura, e sarebbe considerato un fallimento morale se un genitore avesse un figlio preferito. Sebbene l’amore romantico sia diverso dall’amore genitoriale, perché dovrebbe essere diverso in questo aspetto?

Molti indicano la gelosia come prova che l’amore romantico è naturalmente monogamo. Non è forse terribile quando il tuo partner flirta con qualcun altro o ti tradisce? Questo non avviene di solito con le amicizie; non ci sentiamo così male se il nostro migliore amico si avvicina a un altro amico. La gelosia intensa nelle relazioni romantiche può farci sentire piccoli e insignificanti. La gelosia è radicata nel possesso e nel desiderio di esercitare autorità quando sentiamo che un’altra persona potrebbe prendere ciò che è nostro.

Questa emozione, comune nelle relazioni romantiche, si basa sull’idea che un’altra persona sia nostra proprietà. Si basa anche sul nostro desiderio di sentirci sovrani agli occhi di un’altra persona. Quando ci sentiamo gelosi, è perché ci sentiamo poco importanti, e questo ci sembra un tradimento. Questo deriva dall’idea che l’amore sia una risorsa limitata per cui gli individui devono competere.

Tuttavia, l’amore è finito? Non c’è una ragione intrinseca per cui debba essere limitato a una sola persona.

In definitiva, il concetto di amore come risorsa limitata che deve essere accumulata e protetta è obsoleto. Le relazioni non monogame possono offrire un’esperienza più ampia e ricca di amore e intimità, libera dai vincoli del possesso e dell’esclusività. Questo cambiamento richiede di ripensare le norme sociali profondamente radicate e di aprirsi all’idea che l’amore possa essere espansivo e inclusivo piuttosto che restrittivo e singolare.

Questo articolo è ispirato a una conferenza della Professoressa Ellie Anderson, creatrice, insieme al Professor David M. Peña-Guzmán, del podcast Overthink. Qui trovate il link alla sua conferenza: Mononormativity and Polyamory.

Condividi: