Non male Taylor Swift come uomo. Forse giusto i fianchi un po’ troppo larghi, almeno per i miei gusti. Però sexy, sì, in definitiva. E dire che non è semplicissimo mettere su un F2M fake, soprattutto se la materia prima è una bomba che trasuda forme e femminilità (nel 2014 è stata eletta da People come celebrità con più stile, nel 2015 è Donna dell’Anno agli Elle Style Awards ed è arrivata prima nella classifica di Maxim). Eppure nel video di The man Swift è un maschio alfa riuscitissimo, con tanto di prosopopea, gambe larghe e enfasi. Standing ovation.

Soprattutto per la presa di posizione: pubblicato il 27 gennaio 2020 come quarto estratto dal settimo album in studio, Lover, il brano è stato scritto, composto e prodotto dalla stessa cantante, insieme a Joel Little per combattere il sessismo, in particolare – lo ha specificato l’artista – nell’industria musicale. Nel testo, infatti, Taylor Swift immagina il suo trattamento da parte dei media se fosse stata un uomo.

Sound decisamente pop e ritmatissimo, composto in chiave di Do maggiore con un tempo di 110 battiti al minuto, l’8 marzo scorso, in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, The man è stato aggiunto alle playlist delle piattaforme streaming Apple Music, Spotify e Tidal e personaggi pubblici come Malala Yousafzai e Kristin Chenoweth hanno aggiunto la canzone anche alle loro playlist per la giornata. Una riscrittura dell’immaginario sulle donne che passa attraverso la musica e il video-making, di cui si fa artefice e portavoce una delle celebrità più potenti del pianeta, dunque con una grande capacità di influencing. Stiamo parlando, infatti, di un’artista che è entrata nella Top 100 annuale di Time e la donna più giovane a essere inserita nella classifica di Forbes delle 100 donne più potenti del mondo. Concordo con Constance Grady del portale web Vox quando dice che The man è “la missione della cantante per esercitare il suo potere”.

Il video musicale (diretto dalla stessa Swift, suo debutto come regista solista, mentre la fotografia è curata dal 3 volte nominato all’Oscar Rodrigo Prieto, braccio destro di Scorsese) vanta un cameo di Loren Gray e Dominic Toliver, due influencer di TikTok, dell’attrice Jayden Bartels e del padre della cantante, Scott Swift: racconta la vita di Tyler Swift (versione maschile di Tailor) e dei suoi comportamenti sessisti. Le citazioni non mancano, come quelle al film The Wolf of Wall Street, interpretato dall’attore Leonardo Di Caprio, e alla controversia che ha circondato la tennista Serena Williams e un arbitro agli US Open 2018

In tre minuti di girato, una carrellata sui doppi standard per uomini e donne presenti nella società e sulla costante sessualizzazione delle donne, ma anche un bel po’ di te-lo-mando-a-dire, in polemica con tante vicende della sua vita sul trattamento ricevuto in quanto donna.

Il New York Times ha incluso The Man in un elenco per le “25 canzoni che contano in questo momento” e ha sostenuto il brano scrivendo che «la cantante canalizza l’indignazione in un’ampia protesta contro il sessismo e lo scetticismo che tutte le donne affrontano» e cita palesemente il movimento Me Too e il suo #BelieveWomen. Ma tutta la stampa ha osannato The man, da Brittany Hodak di Forbes («la canzone più significativa che Taylor Swift abbia mai scritto, interpretazione perfetta del sessismo velato e non che le donne affrontano ogni giorno»), Raisa Bruner di Time, a Rob Sheffield di Rolling Stone, a Allie Gemmill di Vogue, a Jon Caramanica del New York Times.

Vera chicca con cui voglio lasciarvi però è l’anticipazione al video ufficiale che è uscita il 7 febbraio 2020: un lyric video animato in cui l’obbiettivo segue una donna in giacca e cravatta, l’unica figura femminile in una città labirintica piena di imponenti droni maschili che lei deve schivare per non esserne calpestata, dato che sono più grandi e forti di lei. Quando raggiunge la cima di un edificio (simbolo della sua vetta professionale), i droni la fanno precipitare: sarà una donna a salvarla, portandola in un posto dove tutte le donne camminano insieme.

ReWriters plaude l’impegno di questa straordinaria donna e artista, non nuova alla solidarietà: Swift si è infatti impegnata su molte tematiche sociali come pedofilia, razzismo, omofobia, e ha sostenuto anche economicamente molte associazioni, tra cui alcune in soccorso alle donne malate di cancro e alle persone colpite da disastri naturali. Democratica e femminista, antirazzista e gay friendly, la nostra Tailor Sfwift è decisamente da considerarsi rewriters!

E, visto che con questo articolo chiudo l’anno 2020, buon nuovo inizio a tutti i riscrittori e le riscrittrici!