La poliomielite pare sia esistita fin dai tempi antichi, lo confermerebbero le deformazioni ossee osservate in reperti scheletrici databili al 3700 a.C. Parlando di tempo più vicini a noi, al suo picco, negli anni ’40 e ’50, la poliomielite uccideva o paralizzava ancora oltre mezzo milione di persone nel mondo ogni anno.

Tra le tante persone colpite duramente, voglio parlarvi di Dianne Odell, che nel 1950, a soli tre anni, contrasse la poliomielite bulbospinale e fu confinata in un polmone d’acciaio per il resto della sua vita. In gioventù la sua condizione le permetteva di trascorre brevi periodi al di fuori del macchinario, ma dopo i venti anni dovette rimanerci 24 ore al giorno, assistita da famiglia e amici. Purtroppo non poté passare a un respiratore portatile – inventato successivamente – a causa della deformità spinale causata dalla malattia stessa.

Il vaccino contro la Poliomielite

Purtroppo Dianne non ebbe modo di essere vaccinata,  il vaccino contro la poliomielite è stato sviluppato successivamente. Il primo da Jonas Salk nel 1955, mentre il vaccino orale, da Albert Sabin, è stato approvato solo nel 1962. Grazie a questi vaccini dal 2002 in Italia la malattia è considerata debellata.

La donna, nonostante le difficoltà della sua situazione, riuscì a diplomarsi e tentò anche di laurearsi, ma una serie di problemi di salute le impedirono di portare a termine il corso. Venne comunque insignita di una laurea onoraria dalla Freed-Hardeman University in Henderson, Tennesee.

Utilizzando un computer ad attivazione vocale, Diane scrisse un libro per bambini su una piccola stella che voleva essere una stella dei desideri. Partecipò persino a campagne politiche locali, telefonando ai senatori statali.

Odell fu tra gli individui che utilizzarono un polmone d’acciaio per un periodo eccezionalmente lungo, dipendendo da esso per quasi 60 anni.

Durante questo lungo calvario rischiò ben due volte di morire a causa della mancanza di corrente. Fu provvidenziale l’aiuto dei familiari che attivarono manualmente il macchinario. Il cognato, parlando di Dianne, disse: “E’ come avere un bambino malato che non guarisce mai”. La famiglia di Dianne infatti fu pesantemente segnata dalla situazione e dovette rinunciare a molto per dare assistenza alla malata. I costi del polmone d’acciaio ammontavano a circa 60mila dollari l’anno. Fortunatamente una serie di campagne di fund-raising permisero alla famiglia di gestire il tutto.

Il polmone di acciaio si fermò

Le autorità del Tennesee le donarono un generatore, ma questo si bloccò proprio durante un temporale che aveva interrotto la corrente. I familiari tentarono di utilizzare la pompa manuale di emergenza collegata al polmone d’acciaio per aiutarla a respirare, ma i loro sforzi furono vani. La Odell morì così il 28 maggio 2008, all’età di 61 anni.

A detta di chi l’ha conosciuta era una persona speciale con una forza d’animo eccezionale. E’ impensabile immaginarsi una vita del genere, non possiamo che ammirare gli sforzi di Dianne di amare una vita che tanto le era stata avversa. Se volete incontrare Dianne, ecco qui un video.

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