In sette minuti questo cortometraggio, interamente girato in casa durante il lockdown della primavera 2020 con mezzi non professionali tranne la professionalità (e si vede!) del cast, riesce a raccontare l’amore nella sua compiutezza.

Prodotto da BlackBox multimedia, si intitola Il Verde e il Blu, ed è stato scritto da Alessia Crocini, diretto da Michela Andreozzi e interpretato da Andreozzi, Massimiliano Vado e il cane Renato.  Una specie di inno all’amore, ma l’amore quello doc, niente calesse. Un amore capace di accogliere e sostenere l’unicità e l’autenticità dell’altro, anche quando è fuori sagoma, anche quando è sorprendente, anche quando ci costringe a fare un salto. Sette minuti molto colorati, interpretati alla grande, con una regia e un montaggio divertente e – almeno per me – improvvisamente commovente. Un film fico, insomma.

Marco e Miriam sono una coppia di lunga data (viva le rughe sexy di Andreozzi!). Si conoscono alla perfezione: ogni piccola abitudine, ogni piccolo pensiero inespresso. Eppure questa routine non ha in alcun modo offuscato la loro passione e il loro desiderio reciproco. Ma quando Miriam scopre inaspettatamente Marco che fa qualcosa di completamente fuori dall’idea che lei ha di lui, occorrerà riconsiderare tutto e fare una scelta. E la scelta è quella sull’amore.

Bellissima occasione per mettersi nei panni di lei ma anche di lui e empatizzare con le infinite declinazioni di un rapporto, di un sentimento, ma anche per riflettere (e magari scardinare) sui pre-giudizi da cui ognuno di noi, fisiologicamente, si lascia inconsapevolmente guidare mentre vive (il pregiudizio, lo ricordo, è una funzione del cervello). La sfida di questi sette minuti, insomma, è divertente e ispira. Voi cosa fareste al posto di lei? E di lui?

Del resto Michela Andreozzi non è mica cippa: attrice per tv, cinema e teatro, autrice, scrittrice. Ne avete visti eccome, di film suoi. Ed è divertente vederla recitare con Max Vado, con cui è unita civilmente e con cui durante le riprese era – appunto – chiusa in casa forzatamente per via del lockdown.

Scritto da Alessia Crocini, altra firma di livello, anche la sceneggiatura ha un ritmo perfetto: riesce ad esplorare in un battito di ciglia l’intero magma delle dinamiche delle relazioni, e anche il modo in cui l’amore per sua stessa natura dipende dall’accettazione dell’altro. “Sono milioni i modi di esprimere il proprio genere e di viverlo dentro una relazione”, spiega. E Andreozzi: “Non saprei giudicare questo nostro  lavoro a prescindere dalle condizioni in cui lo abbiamo girato! Eravamo chiusi in casa da settimane, spaventati e fermi come opossum che si fingono morti, e quando Alessia Crocini ci ha mandato la sua sceneggiatura abbiamo pensato: facciamolo! Facciamolo come possiamo, come viene, col il cuore e la voglia al posto di una troupe, facciamolo subito, facciamolo ora per non dimenticare mai più come l’abbiamo fatto
perché l’abbiamo fatto per chi non si sente amato, accettato, rispettato. Chi ci conosce sa quanto è importante per noi la libertà di ogni singolo essere vivente. Grazie Massimiliano Vado per essere sempre il mio attore feticcio, grazie Barbara Gravelli per aver indossato la mascherina dentro casa, per ore, con una camera in mano, tenendoti a distanza perfino in pochi metri quadrati, grazie Elizabeth Borkowski per averci aiutato su tutto: costumi, attrezzeria, luci, edizioni, dog sitting, grazie Alessandro Greggia per le musiche, grazie Francesco Paglioli per il montaggio e grazie agli amici di Blackbox Multimedia per averlo voluto e protetto”.

Buona visione e viva la pluralità dell’amore e delle identità! 

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