Il 7 giugno si è celebrata la settima edizione del festival letterario Procida Racconta, nato da un’idea di Chiara Gamberale e Nutrimenti Editore, dove i sei ospiti presenti avevano il compito di eleggere come personaggi alcuni abitanti dell’isola, raccontare le loro vicende e ogni aneddoto per trasformare questi incontri in narrazioni.

I racconti in una serata come questa hanno avuto la grande forza di fare diventare gli stessi personaggi autori delle loro vite, una serata suggestiva di confronto dove tutto può essere intrecciato, come le reti dei pescatori, a ogni sfumatura dell’isola.

L’isola diventa così un laboratorio culturale.

La visione pirandelliana
del teatro e della vita

Il sottotitolo del festival recita Sei autori in cerca di personaggio, e questo ci riporta non solo a una visione teatrale della narrazione, ma anche al Novecento di Luigi Pirandello, che dalla sua isola ha raccontato il mondo nel dramma Sei personaggi in cerca d’autore, opera nata dall’insofferenza della vita teatrale da un lato e dall’altro dalla considerazione della vita autonoma degli attori.

Il teatro e i suoi meccanismi messi a confronto con un elemento scatenante che viene dall’esterno e precisamente dal mondo della fantasia; ma cosa succede quando i personaggi vengono rifiutati dagli stessi autori che li hanno concepiti?

Accade che ogni personaggio si trova nell’incapacità di vivere la propria vita che ha le sembianze della realtà, dove un elemento forte e scatenante mette in contrapposizione: forma epica e forma drammatica fino a quando i personaggi non spariscono dalla scena.

Con Pirandello il teatro entra nel teatro e tutto diventa rappresentazione dello stesso meccanismo dove niente è più riconoscibile: quasi come un meccanismo di difesa vengono a crearsi delle maschere, dove lo stesso personaggio si presenta allo sguardo degli altri attraverso un’apparenza esterna.

Nasce la concezione di personaggio pirandelliano come un soggetto che si distacca completamente dall’autore, come chi cerca di camminare il più a lungo possibile, lontano da quel doppio perfetto, per realizzarsi in modo assoluto nella sua esistenza e sulla scena.

Il Pirandello che ritroviamo in noi

Tutto è in movimento, come del resto hanno fatto gli autori, cercando dei loro personaggi in un’isola mettendo in primo piano gli stessi personaggi che loro malgrado si sono trovati in un teatro estivo partecipi nel raccontare le loro vite: piccoli mondi in universi molto atipici e particolari, quasi esistenze che non tengono conto della velocità che il mondo contemporaneo impone a chi vivendo nelle grandi città, sparisce nel frastuono della moltitudine di tutto quello che è progresso.

La vicenda umana si muove nel grande teatro della vita e, ogni persona cerca un autore che voglia raccontare la propria storia, facendolo diventare personaggio in un confronto tra scrittura travestita da fantasia e racconto di vite reali, forse per questo estremamente forti.

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