In scena al Teatro 7 di Roma dal 22 Novembre al 4 di Dicembre una commedia che cavalca temi consueti rivestendoli di accenti originali e intrisi di situazioni e linguaggi contemporanei. Ne parliamo con due dei suoi protagonisti: Valeria Monetti e Andrea Perrozzi.

Valeria Monetti, amore versus amicizia: chi vince in questa commedia dall’argomento usuale ma dai toni di grande contemporaneità?
L’amicizia ma forse ancora di più la complicità, che poi le relazioni più stabili si radicano proprio su questo, tra le altre cose.

Andrea Perrozzi, in che senso Quattro è una commedia musicale?
Quattronon è una commedia musicale ma di certo la musica è un elemento importante. Come nella vita, la musica segna il passare del tempo, crea legami col passato e tra le persone. La cosa più vicina all’essere una commedia musicale è il nostro rapporto. Siamo 4 strumenti diversi ma incredibilmente ben assortiti, che sanno essere solisti ma che insieme creano una melodia coinvolgente, vivace, allegrissima e a tratti così tenera da strapparti una lacrima. 

Valeria, in che termini hai visto confluire in questo progetto le tue tante esperienze precedenti?
La forza di questo tipo di commedie sta proprio nella complicità tra gli attori, in questi ultimi anni è proprio questo il tipo di esperienza che ho avuto la fortuna di fare. Tematiche che parlano del quotidiano, di noi, e serve trattarle con verità, con sincerità, per trasmetterle come meritano.

Andrea, attore compositore cantante: il panorama italiano ti aiuta a vedere vivere insieme tutte queste abilità?
Non posso dire di non essere riuscito ad esprimermi in tutte le mie peculiarità. Questa è decisamente una gran fortuna. Certo… forse non è il paese giusto per poterci sguazzare con facilità. Mi spiego. Se andiamo, banalmente, a fare il paragone con gli Stati Uniti, perdiamo decisamente il confronto. Ma è stato detto e ridetto. Se vedi un bravo attore cantare bene, suonare uno strumento, magari sapersi destreggiare bene in un corpo di ballo, lo dai quasi per scontato. È così che si fa. Fa parte della preparazione. È il “pacchetto talento” che hai ordinato alla nascita. Qui no. Spesso mi sono sentito dire di non essere centrato, di non aver deciso cosa fare. Sei un cantante non un attore. Sei un attore o un musicista? “Come ti rappresento da agente? Come compositore o come attore?” Facciamo così… non dirò a nessuno di avere la passione della fotografia, altrimenti mi do la definitiva zappa sui piedi. 

Ecco una domanda per entrambi: che tipo di casa è per voi il Teatro 7?  
Valeria: il teatro 7 per me è stato il teatro in cui ho debuttato con la commedia brillante, era La baita degli spettri, nel 2010, io che fino ad allora avevo solo preso parte a produzioni di teatro musicale.

Andrea: la risposta è già nella domanda. È casa, e quando una casa la scegli, è perché ci vivi bene. È il posto in cui vuoi tornare la sera quando sei stanco. È la tana degli affetti. Quando fuori piove vorresti rimanere al calduccio tra le sue braccia. Il Teatro7 è una famiglia. Rimanendo in tema musicale, è un orchestra sopraffina con un grande direttore: Michele La Ginestra.

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