Un pianeta azzurro. Il nostro. Azzurro perché è per la maggior parte ricoperto di mari. Azzurro perché l’atmosfera, che è in gran parte fatta di vapor d’acqua, allo stesso modo assorbe la luce del sole e rimanda a noi la frequenza del blu.

Acqua benedetta, acqua fonte di vita, acqua che si riscalda ed evapora per poi raffreddarsi e condensare nelle nubi, precipitare, scorrere, infiltrarsi nelle rocce e restituirci sorgenti ricche dei minerali di cui abbiamo bisogno; acqua che gela e che miracolosamente diventa bianca riflettendo al massimo il sole e dunque conservandosi come neve e ghiaccio a lungo, per regolare il clima, per sciogliersi d’estate e dissetarci quando ce n’è più bisogno. Gli scienziati lo chiamano il ciclo dell’acqua.

Acqua solvente universale, in grado di sciogliere ed assimilare tutto. Anche tutti gli inquinamenti. Prima o poi.

Acqua che quando vien giù può spazzare via tutto e far paura, che può diventar “nera che picchia forte che butta giù le porte” come l’ha cantata De André in quella bellissima canzone dal titolo Dolcenera, a lei dedicata.

E’ l’oro del terzo millennio. E’ la risorsa su cui si giocheranno le più importanti battaglie geopolitiche del prossimo futuro. E anche del presente.

Il mio amico Oded Rahav è un gran nuotatore. Vive in Israele. Ha imparato, lui con la sua splendida famiglia, a convivere con una guerra strisciante, come tutte e tutti in quella terra, palestinesi e israeliani. Da alcuni anni ha iniziato con alcuni amici a nuotare – e tanto – per le cause in cui crede. Hanno iniziato nel 2014 nuotando da Cipro a Tel Aviv per richiamare l’attenzione sullo stato di salute del Mar Mediterraneo. E’ stato un Record del mondo.

Poi ancora tante altre in giro per il mondo fino all’impresa dei Dead Sea Guardians, un gruppo di nuotatori internazionali, israeliani palestinesi e giordani, a nuoto attraverso il mare più salato del mondo, il Mar Morto. Che sta davvero morendo, con 1 metro di abbassamento del suo livello ogni anno, per le sconsiderate politiche idriche che si consumano in una guerra parallela e non dichiarata per l’acqua tra Israele, Palestina e Giordania.

L’acqua li unisce; l’acqua che non conosce confini.

Non so se davvero l’acqua, come alcuni pensano, serbi memoria, ma se così fosse sono certo che sarà grata per quelle bracciate di amore e di lotta di chi come Oded vuol difenderla e con lei costruire ponti di pace tra le persone che vi si bagnano. In Medio Oriente e ovunque!

ENGLISH VERSION

The shape of water 

blue planet. Ours. Blue because it is mostly covered with seas. Blue because the atmosphere, which is largely made up of water vapor, in the same way absorbs sunlight and sends back to us the frequency of blue. 

Blessed water, water source of life, water that heats up and evaporates and then cools and condenses in the clouds, precipitates, flows, infiltrates the rocks and returns us sources rich in the minerals we need; water that freezes and which miraculously turns white, reflecting the sun and therefore keeping itself as snow and ice for a long time, to regulate the climate, to melt in summer and quench our thirst when it is most needed. Scientists call it the water cycle

Universal solvent water, able to dissolve and assimilate everything. All the pollutions too. Sooner or later. 

Water that when it storms can sweep everything away and be frightening, which can turn “black that beats hard, that knocks down the doors” as De André sang it in that beautiful song entitled Dolcenera, dedicated to it. 

It is the gold of the third millennium. It is the resource on which the most important geopolitical battles of the near future will be played. And also of the present. 

My friend Oded Rahav is a great swimmer. He lives in Israel. He learned, with his splendid family, to live with a creeping war like everyone in that land, Palestinians and Israelis. Some years ago he has started swimming – and a lot – with some friends, for the causes he believes in. They started swimming from Cyprus to Tel Aviv in 2014 to draw attention to the health of the Mediterranean Sea. It was a World Record. 

Then, many others swims around the world up to the enterprise of the Dead Sea Guardians, a group of international, Israeli Palestinian and Jordanian swimmers, swimming through the saltiest sea in the world, the Dead Sea. Which is really dying, with 1 meter lowering of its level every year, from the reckless water policies that are consumed in a parallel and undeclared war for water between Israel, Palestine and Jordan. 

The water unites them; water that knows no borders. 

I don’t know if water, as someone thinks, really holds a memory, but if so, I am sure it will be grateful for those strokes of love and struggle of those who like Oded want to defend it and build bridges of peace. In the Middle East and everywhere!