Per quelli della mia generazione l’Europa è sempre stata un sogno, un’idea, una speranza. Da giovanissima l’avevo attraversata in lungo e in largo con l’Interrail, un biglietto che al costo di non più duecentomila lire permetteva di salire e scendere da treni per un mese intero. Da Milano a Parigi, a Vienna a Lione a Barcellona si scoprivano luoghi e modi di vivere che avrebbero lasciato un segno indelebile nella nostra memoria. Nel pensare ai viaggi della mia gioventù, alla varietà di esperienze che prendevano forma nelle città, nelle stazioni, per le strade, ai concerti, in un’Europa che pur non avendo ancora un ordinamento politico, era un crogiolo di esperienze culturali, non posso fare a meno di chiedermi cosa sia oggi l’Europa per i giovani. Cosa ne sia stato di quel sogno, quell’idea, quella speranza, ora che l’Europa non è solo un insieme di aspirazioni. Ora che ha un parlamento e delle leggi, che regola, protegge e parla ai suoi cittadini di diritti e di doveri.  

Martina vive a Bruxelles per lavoro e per lei, nativa di Pescara, l’Europa è sempre stata una possibilità di estendere le sue conoscenze, di andare oltre. La descrive come uno spazio, forse anche troppo idealizzato, dove tutto è possibile. Ne vede i molti vantaggi, dal muoversi liberamente, al poter lavorare senza bisogno di permessi particolari, all’assistenza sanitaria gratuita, al diritto di voto. In Europa si sente protetta, come cittadina e come giovane donna. Vede anche ciò che l’Europa potrebbe fare meglio: comunicare. La comunicazione dice, sembra talvolta elitaria e non arriva efficacemente a tutti come potrebbe. Martina si sente europea, a tutti gli effetti.

Lia, originaria di una piccola cittadina nei pressi di Milano, ha vissuto a Londra per quasi due anni per conseguire un Master in cinematografia. La Brexit, vissuta come un tradimento, le ha messo una profonda tristezza. Lia è una viaggiatrice. Ha visitato tutti gli stati europei e descrive l’Europa attraverso una serie di tratti comuni. L’attenzione alla cultura, una sensazione che l’arte, la musica, la storia e la letteratura siano parte integrante della realtà che tutti viviamo in Europa. Che abbiamo tradizioni e radici storiche che, nella diversità, ci uniscono.  Anche Lia si pensa cittadina d’Europa.

Anna è di Avellino. Ha studiato in Italia ma il suo corso di laurea binazionale le ha richiesto un anno di studi in Germania. Quest’opportunità le ha cambiato radicalmente la visione dell’Italia e dell’Europa, al punto che Anna pensa che scambi culturali come l’Erasmus dovrebbero essere una tappa obbligata nell’educazione di tutti i giovani. L’Europa, dice, è soprattutto libertà. È una possibilità di conoscere senza limitazioni.  Le diversità culturali tra un paese e l’altro si annullano in quello che Anna descrive come un denominatore comune, un modo di guardare alle cose che unisce e non divide. Sentirsi europei, secondo Anna, ci fa apprezzare e comprendere meglio anche l’essere italiani. Anche lei si sente profondamente europea.  

Da europee navigate, Martina, Lia e Anna hanno molteplici consigli per i giovani. Guardare all’Europa come a una reale possibilità di democrazia e integrazione e non come a una minaccia all’identità nazionale. Pensarla come a uno spazio in cui crescere insieme rispetto a temi come l’ambiente e la sostenibilità, affinare la sensibilità a culture e idee diverse, e sfruttarne al massimo il potenziale culturale. Ma soprattutto viaggiare, per esplorarla e conoscerla.

Discover EU, l’iniziativa dell’Unione Europea che permette di scoprire l’Europa attraverso esperienze di apprendimento, sembra pensarla esattamente allo stesso modo. Al dicembre 2018, 70.000 giovani hanno viaggiato grazie all’iniziativa da loro sponsorizzata che permette ai cittadini dell’Unione Europea nel loro diciottesimo anno di età di ottenere un pass per viaggiare in Europa per un mese. A giudicare dalle testimonianze di chi ha messo lo zaino in spalla ed è partito, l’esperienza è oltremodo formativa. Apre orizzonti, sfida ad uscire dalla confort zone e permette ai giovani di fare nuove amicizie. Le tornate di candidature per il 2020-21 sono al momento in stand-by in attesa che la situazione della pandemia si normalizzi, ma il Portale Europeo per i Giovani, non perde tempo. Continua a promuovere viaggi, avventure, volontariato, esperienze culturali, di lavoro e apprendimento che tra informazioni pratiche, testimonianze e riflessioni, offrono uno stimolo e un incoraggiamento a continuare ad esplorare l’Europa in tutte le sue possibilità. Perché se è vero che in questo momento lo spirito d’avventura e il desiderio di viaggio devono essere tenuti a bada per ragioni di sicurezza, è altresì vero che è bene continuare a mantenere programmi e obiettivi di speranza per quando torneremo a muoverci liberamente in Europa per scoprirla e conoscerla.