Cambiamenti climatici ci portano a vivere le stagioni prima ancora del loro avvento almeno per i calendari astronomici e stellari nell’emisfero settentrionale, così anche quest’anno il caldo afoso è arrivato prima del Solstizio d’Estate 2026.

Considerato il giorno più lungo e la notte più breve perché il nostro emisfero viene esposto maggiormente alla luce solare. Il Solstizio d’Estate segna l’inizio della bella stagione: le prime partenze insieme alle prove costume, ma anche la voglia di stare all’aperto per respirare più a fondo.

Rappresenta la luce e le aspettative contornate di luci e colori per nuovi inizi, associati a fuochi propiziatori e raduni propiziatori come quello di Stonehenge, sito sacro avvolto da un fascino misterioso.

Per le proposte letterarie in merito all’Estate vorrei patire con delle citazioni lasciando a voi la possibilità e voglia di approfondire, così iniziamo con una poesia dello scrittore William Blake che fa parte di uno dei quaderni :The Pickering Manuscript con il titolo di Auguries of Innocence .

To see a World in a Grain of Sand
And a Heaven in a Wild Flower
Hold Infinity in the palm of your hand
And Eternity in an hour

Vedere un Mondo in un granello di sabbia
E un Cielo in un fiore selvatico
Tenere l’Infinito nel cavo della mano
E l’Eternità in un’ora

L’estate, elogio dell’innocenza

L’estate per andare oltre le apparenze materiali e cogliere l’essenza dell’universo,ma rappresenta anche un elogio all’innocenza, una poesia un po’ enigmatica come il perfetto stile di Blake: artista visionario e anticonformista così diverso da Cesare Pevese che nell’incipit di “Fine d’Agosto” contenuto nella raccolta Feria D’Agosto.

“In quelle estati che hanno ormai nel ricordo un colore unico, sonnecchiano istanti che una sensazione o una parola riaccendono improvvisi, e subito comincia lo smarrimento della distanza, l’incredulità di ritrovare tanta gioia in un tempo scomparso e quasi abolito.”

Stagioni avanguardie sconosciute

L’estate diventa un luogo dove tornare con i ricordi, così diverso da Blake che tra luci e ombre grigie crea atmosfere misteriose, senza riuscire a trovare quel tempo perduto tranne che nei suoi ricordi, arrivando a sdoppiarsi per ritrovarsi nel presente che con molta fatica riesce a accettare.

Consiglio questi due testi perché le stagioni che attraversiamo possono sembrarci avanguardie sconosciute, ma che nostro malgrado dobbiamo attraversare, magari con della poesia, prosa, narrazione da appoggiare sul telo colorato di spugna, prima di tornare in città per un weekend troppo afoso per farsi domande troppo pesanti.

Due autori brevi e intensi forse qualche volta dimenticati nelle nostre librerie domestiche.

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