Innamorarsi è la cosa più bella del mondo, almeno per molti. Lo è la prima volta, e lo è anche l’ultima, lo so (mi riferisco a voi mentre mi state leggendo). Soprattutto quando non si hanno più vent’anni, quando si è stati delusi tante volte, quando un matrimonio è noioso, quando si è soli da molto tempo. Soprattutto quando veniamo travolti da un fantasmagorico love bombing: lui o lei ti promettono amore eterno appena conosciuti, sono pronti in quattro e quattr’otto a lasciare la famiglia per te, magari a darti subito un (altro) figlio, ti mettono al centro di un corteggiamento spietato e irresistibile, con colpi di scena da maestro di seduzione, imperatore dei sensi, mago del sentimento. Le sorprese diventano miracoli, le parole sono miele e a letto è un tripudio.

Occhio. Il disturbo narcisistico di personalità è un disturbo molto grave ma anche molto viscido perchè difficilmente evidente. Secondo il criterio del DSM IV per diagnosticarlo occorre che si presentino almeno cinque dei seguenti sintomi: senso grandioso del sé; fantasie di essere voluto/amato/desiderato dagli altri in modo illimitato; ricerca di ambienti esclusivi e di relazioni con persone di status molto alto in qualsiasi ambito; richiesta di ammirazione totale; pretesa di essere soddisfatto nelle sue esigenze; perseguimento dei propri scopi a qualsiasi costo senza senso di colpa se per ottenerli si passa sopra agli altri; assenza di empatia, nessuna importanza ai sentimenti altrui; invidia e competizione nella convinzione che lo siano gli altri nei suoi confronti; modalità affettiva e sessuale predatoria, arroganza e presunzione.

La psicoterapeuta a orientamento sistemico-relazionale Claudia Scarpati, fondatrice e direttrice clinica di due importanti studi di psicologia e psicoterapia a Roma (“EmotivaMente”, fondato nel 2008, e “La Bottega delle Emozioni”, fondato nel 2014), sottolinea come negli ultimi anni questa patologia sia aumentata vertiginosamente così come la richiesta da parte di donne (secondo il DSM-IV il 75% delle persone con Disturbo Narcisistico di Personalità sono uomini) che vivono uno stato di dolore profondo in seguito alla fine traumatica del loro rapporto di coppia con un narcisista. Di fatto la sua pagina Facebook, dedicata esclusivamente a creare informazione su tale disturbo, ha oltre 16 mila followers e moltissime interazioni.

Dicevamo del love bombing: in psicologia, questo tipo di corteggiamento è una trappola messa in atto dal malato secondo una strategia specifica. La sua vittima è ovviamente gratificata: non è mai stata protagonista di un set così straordinario del più grandioso film d’amore. Ma appunto è pura finzione, con una sceneggiatura scritta apposta per il co-dipendente (la vittima di abuso psicologico del narcisista) affinchè diventi succube e sottomesso, ossia in grado di garantire il rifornimento narcisistico al seduttore tossico.

Di solito la vittima ideale è una persona emotivamente molto presente, generosa, disponibile, ingenua, infantile, bisognosa, capace di un amore devoto: “È una persona che aggiusta costantemente i propri confini al fine di adattarsi al rapporto e facilitarne la crescita, una persona disposta a lavorare profondamente ed autenticamente sulle difficoltà di una relazione ed a modificare se stessa per migliorarne la qualità – dice Scarpati. Il narcisista andrà alla ricerca di una persona in grado di ballare la sua macabra danza, di adattarsi ai suoi giochi perversi, di perdonare le sue bugie”.

Già, perchè il narcisista patologico (unico disturbo da cui, da evidenza clinica, non è possibile guarire) è anche un bugiardo seriale: mente per sopravvivere. “E’ una persona piccola piccola nascosta in un gigante in cui si identifica, costretto dalla sua malattia a fare di tutto perchè gli altri credano all’esistenza del suo gigante”. Ed ecco quindi il tradimento continuo della relazione con l’inganno e le bugie, sempre macroscopiche (ricoveri in ospedale, offerte di lavoro apicali, situazioni paradossali e inspiegabili): tutto viene negato nonostante l’evidenza e grazie alla messa in atto del gaslighting, volto a confondere la vittima fino a farla dubitare di se stessa invece che del partner.

L’abilità del narcisista è ovviamente quella di saper “fiutare” chi ha le caratteristiche che dicevamo e per questo il suo comportamento è tipicamente predatorio e l’unica empatia di cui dispone è quella cognitiva (quella dei venditori, per intenderci), ossia finalizzata a comprendere quali leve premere per determinare un attaccamento nella vittima e potersi così avvantaggiare della sua fiducia e della sua generosità, con un unico obiettivo: trovare un rifornimento narcisistico (amore incondizionato, accudimento, stima, soggiogamento, dedizione, abnegazione, possesso), una vittima su cui fare hovering (hover, aspirapolvere: in psicologia è una tecnica manipolatoria per risucchiare l’altro nella relazione).

“Un narcisista – continua Scarpati – accoglie le emozioni della vittima e le imita al fine di creare una sensazione di incredibile connessione emotiva, creando una storia d’amore ideale. È una strategia consapevole e del tutto priva di rimorso o senso di colpa poichè il malato non considera l’altro un essere animato ma un oggetto”. Per questo, se la vittima non soffre a sua volta del disturbo di personalità co-dipendente e quindi riesce a sganciarsi, dovrà affrontare una serie di ostacoli molto complessi. Il partner malato, infatti, non accetterà facilmente di perdere il narcissistic supply e metterà in atto una serie di strategie per assicurarsi di non aver perso il controllo sulla vittima.

La prima cosa che farà è utilizzare la tattica della campagna diffamatoria. Inoltre, si renderà vittima a sua volta, identificandosi con la sofferenza che ha procurato nell’altro, in pratica invertendo i ruoli: è stato imbrogliato, abusato. Pervertirà la situazione reale capovolgendola e convincendo le persone vicine di essere stato oggetto di un terribile inganno, atroce tradimento, inenarrabile violenza e sconvolgente follia. Il movente sta nel bisogno incontrollato di ricevere un immediato rifornimento narcisistico sostitutivo da chi ha accanto per placare l’angoscia di aver perso il controllo sulla sua preda.

In breve tempo però, il narcisista passa ad un nuovo oggetto, senza sentire mancanza, nostalgia o senso di perdita ma anzi rifocillato e gratificato da un nuovo acquisto con cui ricominciare da capo.

Una nota personale alle donne con sindrome da crocerossina: vi prego di non cercare di salvare un narcisista, è impossibile. Stiamo parlando di una persona che non può essere diversa da ciò che è, come accade a chi nasce senza un arto. Stiamo parlando di una malattia incurabile capace di danneggiare il co-dipendente fino a distruggergli la vita. Il narcisista non può smettere di mentire, di manipolare, di sadizzare la sua preda perchè non prova sentimenti, nemmeno verso se stesso.