Questi fantasmi! Che ben prima di Eduardo – sin dal mondo classico – ossessionano le arti, dalla letteratura al cinema, passando per la musica. Gaston Leroux ne scrive un romanzo, Le fantôme de l’Opéra – Il fantasma dell’Opera, pubblicato per la prima volta come serie su Le Gaulois tra il 1909 e il 1910, e successivamente edito in un volume da Pierre Lafitte, nel marzo del 1910.

Non un’ispirazione, non una proiezione della mente, non una superstizione o una creazione della fantasia di artisti, direttori d’orchestra, danzatrici del corpo di ballo, non un pettegolezzo delle maschere o della portineria: il fantasma dell’opera è realmente esistito, in carne e ossa.

Ne è convinto lo scrittore francese – che lascia la professione di avvocato per quella di giornalista giudiziario, per diventare poi corrispondente di guerra del Matin – mentre ammette di avere la certezza che quello spettro sia qualcosa di più che un’ombra

Opéra Garnier – Parigi // Photo on Wikipedia

Il vero fantasma dell’opera

È il 28 ottobre 1873 e un incendio devasta l’Opéra di rue Pellettier. Tra le vittime delle fiamme, due fidanzati: un pianista – intento a comporre un inno per le nozze imminenti – e una ballerina del teatro. Mentre quest’ultima perde la vita, il musicista si salva: riporta però gravi ferite al volto, restando terribilmente sfigurato.

Dichiarato dalle autorità, prima disperso e, dopo qualche tempo, morto – deforme e sofferentesi rifugia nei sotterranei dell’Opéra Garnier, al tempo ancora in costruzione. Qui resta fino alla fine dei suoi giorni, nutrendosi dei pesci del lago situato sotto l’edificio parigino. Consacra la sua esistenza alla musica e, in memoria della sua amata, compone un inno che canta amore e morte insieme.

Invisibile e proprio per questo fantasma, di e per sé stesso e per gli altri, muore in solitudine e i suoi resti si confondono con quelli dei comunardi, fucilati nel 1871. Con il nuovo secolo, le ricerche di un fonografo per incidere le voci di cantanti illustri, conservato in un forziere sepolto nei sotterranei del teatro, portano alla luce uno scheletro.

Convinto che sia proprio quello del fantasma, Leroux indaga, fruga, si sporge dai palchetti, attraversa cunicoli, s’insinua nei meandri dell’Opéra – prima sfoderando scartoffie e poi impugnando la penna – e racconta la storia d’amore di Erik, costretto a nascondere le sue orrende fattezze dietro una maschera – per Christine, soprano  talentuoso, tanto giovane e bella quanto inesperta

È a lui che viene attribuita la morte per strangolamento di un macchinista e quella di una ballerina, precipitata da una galleria, fino a schiantarsi sulla grande scalinata; è sua la  Musica della Notte e la voce che irretisce dal palco numero 5; sue le misteriose correzioni sugli spartiti dei musicisti; è a lui che viene attribuita ancora l’uccisione di una spettatrice, schiacciata dalla rovinosa caduta del monumentale lampadario della platea, del 20 maggio 1896, durante la rappresentazione del Faust di Gounod.

Così l’Opera si fa teatro, sola ambientazione, unico palcoscenico, luogo d’azione privilegiato e contemporaneamente alter ego dello stesso fantasma. Spirito concreto, paradigma degli eccessi, mostro romantico, amorevole e ripugnante che eredita fascino e orrore dal Dracula di Bram Stoker e dal Frankenstein di Mary Shelley, si impossessa di Christine, la rapisce, imprigionandola in un terribile gioco di specchi ma educandone dolcemente la voce (e il cuore), fino a sublimarla

The Phantom of The Opera (Royal Albert Hall, 2011) – The Phantom of The Opera, Ramin Karimloo (Phantom) e Sierra Borgess (Christine)

Il fantasma dell’opera nelle sue trasposizioni

Nove le trasposizioni cinematografiche ma soprattutto un solo spettacolo – ispirato all’omonimo romanzo – il più longevo della storia di Broadway: The Phantom of The Opera di Andrew Lloyd Webber debutta nel 1988 (già a Londra dall’86), aggiudicandosi sette Tony Awards, tra cui quello per il miglior musical.

Torna in scena in Italia, al Teatro degli Arcimboldi di Milano – e in altri quindici Paesi – dall’11 al 22 ottobre 2023, in lingua inglese con orchestra dal vivo, diretto da Federico Bellone. Nel ruolo del fantasma, Ramin Karimloo, tra i più stimati interpreti di musical, nominato agli Olivier Award e ai Tony Award: 

Non potrei essere più felice di far parte di questa nuova produzione di The Phantom of The Opera. Sono entusiasta di lavorare con il regista, Federico Bellone. Entrambi siamo fan di lunga data della produzione originale e concordiamo sul fatto che sia un capolavoro. Per questo vogliamo celebrarlo e lasciare che ci ispiri a creare una nuova produzione di quella gloriosa partitura, storia e scena”.

 Amelia Milo, soprano italo americano – già al fianco di Andrea Bocelli in suoi numerosi concerti – interpreterà Christine Daaé.

The Phantom of The Opera (Royal Albert Hall, 2011) – The Music of The Night, Ramin Karimloo (Phantom) e Sierra Borgess (Christine)

La storia raccontata in tutte le sue forme: tra horror, commedia, avventura e tragedia

Chi non ha avuto la fortuna di assistere alla suggestiva messa in scena di New York, al Majestic Theatre, deve solo attendere la stagione autunnale. Con almeno cinque buoni propositi, per prepararsi al meglio a quella milanese: leggere il romanzo di Leroux, che calibra sapientemente horror, commedia, tragedia, avventura e poliziesco; guardare una delle riduzioni cinematografiche de Il fantasma dell’Opera (c’è l’imbarazzo della scelta, tra quella più fedele del 1925 di Rupert Julian, quella di Dario Argento, del 1988 e quella di Joel Schumacher, del 2004.

Senza però dimenticare il mash-up glam e fanta-rock irriverente di Brian De Palma, del ’74: Phantom Of The Paradise – Il Fantasma del Palcoscenico) e ascoltare tutta la colonna sonora (facendo poi altrettanto con quella depalmiana). Se poi l’America è troppo lontana, Parigi è dietro l’angolo e a portata di click: è sempre possibile esplorare l’iconico edificio (anche virtualmente) dell’Opéra.

Per la prima volta e proprio per celebrare il ritorno in scena del fantasma, il palco d’onore del teatro, a marzo, si è trasformato in una maestosa camera da letto, vista palco: una tantum, infatti, è possibile anche soggiornare nell’oscuro Palais Garnier e visitare il lago sotterraneo, le segrete e gli archivi privati, ma in guardia, con il braccio ben piegato e la mano all’altezza dell’occhio (come se doveste battervi in duello e aspettaste l’ordine di dar fuoco). Convincendosi, infine, che ormai non si può più mettere in dubbio che Erik sia realmente vissuto.

The Phantom of The Opera (2004) – Masquerade

The Phantom of the Opera

di Andrew Lloyd Webber

Teatro degli Arcimboldi – Milano

dall’11 al 22 ottobre 2023

Team artistico

Ramin Karimloo – Fantasma
Amelia Milo – Christine Daaé

Team creativo

Andrew Lloyd Webber – Compositore

Federico Bellone – Regia e Scene

Giovanni Maria Lori – Supervisione musicale
Gillian Bruce – Coreografie
Clara Abbruzzese – Co-scenografa
Chiara Donato – Costumi, Acconciature, Trucco
Valerio Tiberi – Disegno luci
Roc Mateu – Disegno fonico
Paolo Carta – Illusioni e effetti speciali
Emanuele Agliati – Disegno luci associato

Prodotto da Broadway Italia e presentato a Milano da Show Bees

Info e date qui 

Biglietti acquistabili qui oppure su Ticketone oppure su Vivaticket

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