Gli obiettivi di sostenibilità stabiliti dall’ONU tracciano la strada da percorrere da qui al 2023, ma quali strumenti abbiamo a disposizione per capire se lo stiamo facendo bene? Soprattutto quando si parla di sostenibilità sociale, la consapevolezza a livello sia di singole organizzazioni che di sistema Paese è ancora debole, e i pochi indicatori euopei esistenti riguardano singoli aspetti – è il caso ad esempio della certificazione di genere – ma non permettono di valutare a 360 gradi come un’organizzazione sta impattando sul benessere dei propri dipendenti e della collettività.

S-Assessment, approccio intersezionale alla sostenibilità sociale

Per questo Eugenia Romanelli, dopo aver fondato prima il movimento culturale ReWriters e poi la startup ReWorld, si è chiesta come clonare quell’approccio di successo per adattarlo al mondo delle aziende. Ha messo insieme dei partner di alta levatura professionale e, partendo dai 16 punti del manifesto ReWriters, questo team ha messo a punto lo S-Assessment (S come Sociale, naturalmente), il primo strumento scientifico italiano con un approccio intersezionale al tema della sostenibilità sociale.

Una volta effettuato il questionario che valuta lo stato dell’arte, collocando un’azienda in uno dei quattro profili Pioneer, ClimberGame Changer e Transformer, si può attivare un percorso fatto di iniziative di formazione, comunicazione e networking per puntare a migliorare. 

L’obiettivo, spiega Romanelli, è portare ogni singola organizzazione al gradino più alto, quello di chi con le sue azioni virtuose contribuisce a trasformare il mondo, a creare le condizioni affinché ogni persona possa esprimere la propria unicità, a promuovere nuove forme di convivenza tra noi e con le altre specie viventi.

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