Poesie d’amore nei versi di Carol Ann Duffy
Carol Ann Duffy, in "Poesie d'amore" ci racconta l’amore con una penna delicata, con immagini di forte erotismo ed intensità.

Carol Ann Duffy, in "Poesie d'amore" ci racconta l’amore con una penna delicata, con immagini di forte erotismo ed intensità.

Cosa è l’amore?
Domanda con cui l’uomo si confronta da sempre, perché accede ad universo dell’animo umano che difficilmente riusciamo a spiegarci. Per dirla come Pascal,
“l’amore ha le sue ragioni che la ragione non può comprendere“.
Ed è forse questo il suo enigma più grande: non basta osservarlo, né spiegarlo, perché l’amore è esperienza prima ancora di essere concetto, è immersione prima ancora di essere parola.
Trovare spiegazioni all’amore è stato un anelito dell’uomo sin dall’antichità. Nel Simposio di Platone, l’amore è raccontato attraverso voci diverse, dalla forza trascendente dell’eros celeste fino alla tensione umana verso la bellezza e la conoscenza. Ma in ogni visione, in ogni tentativo di definirlo, resta il paradosso: l’amore sfugge, si nasconde, si trasforma, mai riducibile a una sola verità.
Eppure, dobbiamo sempre fare i conti con la nostra natura animale, con la nostra essenza biologica, in cui lo stato d’amore dovrebbe durare sette anni, il tempo necessario alla procreazione, alla continuità della specie. Ma se l’amore fosse solo istinto, se si esaurisse in una funzione naturale, non saremmo qui, ancora oggi, a interrogarci su di esso. L’amore eccede, trascende, scardina le regole del tempo e del corpo. È un desiderio che non si lascia contenere, un’eco che risuona ben oltre il suo scopo primario.
Così l’amore trova la sua forma, l’espressione più elevata forse nei versi, versi come quelli di Carol Ann Duffy, che in Poesie d’amore si racconta e ci racconta l’amore, con una penna delicata, incidendo nella nostra iride immagini di forte erotismo ed intensità. L’amore è struggente, sfuggente, ma anche caldo, accogliente.

Lovebirds
I wait for your step. A jay on the cherry tree trembles the blossom.
I name you my love and the gulls fly above us
calling to the air.
Our two pale bodies
move in the late light, slowly
as doves do, breathing.
And then you are gone.
A night-owl mourns in darkness
for the moon’s last phase.
Inseparabili
Sono in attesa del tuo passo. Una ghiandaia sul ciliegio
fa tremare i fiori.
Ti chiamo amore mio e i gabbiani ci sorvolano
stridendo all’aria.
I nostri corpi pallidi
si muovono nella luce tarda, lenti
come colombe, respirano.
E poi non ci sei più.
Una civetta piange nel buio
l’ultima fase della luna.
Nei suoi versi, l’amore è sussurro e tempesta, è un richiamo che ci guida senza mai imporsi, un passo lieve che attraversa il desiderio e la perdita, l’abbandono e il ritorno. C’è in lei la consapevolezza che l’amore non è mai un’esperienza univoca: è presenza e assenza, è un dono che a volte sa di ferita, una promessa che vive anche nella sua impossibilità. Ma è proprio in questa dualità che l’amore trova la sua verità più profonda: essere sempre oltre, sempre altro, sempre capace di sorprendere.

Forse è per questo che la poesia, più di qualsiasi altro linguaggio, riesce a sfiorare il mistero dell’amore. Perché la poesia non spiega, ma evoca. Non definisce, ma suggerisce. E l’amore, come la poesia, non è mai solo ciò che si vede, ma ciò che resta sospeso tra le parole, tra i silenzi, tra gli spazi bianchi della pagina e della vita.
