Un quaderno, tanti ritagli, un momento di quiete e un tocco di fantasia: così nasce il journaling, il vostro nuovo hobby preferito.

Il journaling: tra cura e creatività

Il journaling è un luogo sicuro, un diario che custodisce tutte le vostre emozioni, obiettivi, pensieri e ricordi. Un luogo dove non ci sono regole, dove, con carta e penna, potete immaginare anche mondi diversi, paesaggi lontani. Questo nuovo hobby è, inoltre, consigliato da moltissimi psicologi e terapeuti per permettere alle persone di esprimere loro stesse e le proprie personalità in chiave creativa, senza giudizi e senza schemi prefissati, facendo ordine tra le idee.

Secondo lo psicologo Antonio Dessì:

“Scrivere non è solo mettere nero su bianco le proprie emozioni, ma un processo che può aiutare a dare ordine al caos interiore, a scoprire nuovi significati e darne di nuovi nella propria vita quotidiana”.

È stato dimostrato da alcuni esperti come il dedicare un momento nel quotidiano al journaling contribuisca a migliorare aspetti di sé e del proprio benessere psico-fisico, con un maggiore dialogo tra il corpo e la mente.

Infatti, il journaling e tutte le sue varianti, che vedremo tra poco, danno numerosi benefici: riuscire a fare ordine mentale sui propri obiettivi, percorsi e soluzioni alle difficoltà, trovando anche idee innovative ai propri dilemmi quotidiani; riuscire a stabilire un ponte tra le riflessioni, i sentimenti e le emozioni, favorendo una maggiore comunicazione interiore, infine, riflettere o semplicemente “staccare la spina”, permettendoci di non pensare a nulla in particolare, focalizzandosi sul qui e ora.

Scrivere, a mio avviso, permette anche di orientarci su determinati aspetti della nostra vita: sia positivi, che negativi. Quando ci si concentra sugli aspetti negativi, il journaling può aiutare nel ridimensionare il peso dei pensieri e del malessere; quando ci si concentra su quelli positivi, quest’attività può aiutare nell’esercizio della gratitudine, nel far rallentare la frenesia della vita e nel comprendere che, in realtà, la nostra vita non sia poi così tanto buia, come crediamo. 

Il journaling: tante varianti per tanti tipi di creatività

Il classico journal o “scrapbook” si concentra sull’esprimere la propria interiorità attraverso la ricerca del bello. Disegni, dipinti, adesivi, washi tapes, colori, fotografie e immagini sono i protagonisti: insomma, tutti materiali creati appositamente per la decorazione delle nostre pagine, un’attività più strutturata. “Aesthetic” è sicuramente la parola d’ordine, con una delicata ma minuziosa scelta estetica e mai casuale. Qui, possiamo riflettere, raccontare di ciò che abbiamo fatto durante la giornata, parlare delle nostre emozioni, descrivere ciò che abbiamo visto, dando sfogo alla nostra creatività. Lo scrapbooking è un’arte visiva che consiste nel decorare pagine e album per conservare ricordi, emozioni e momenti significativi.

Denise, una giovane creator su TikTok, mi ha raccontato la sua esperienza:” Un paio di anni fa avevo iniziato un diario seguendo un po’ il “bullet journal”, mi ero trasferita in un’altra città e quindi volevo raccogliere le idee e le mie giornate. Poi, nel 2020, ho smesso quindi ho avuto una pausa. Nel 2023, ho avuto un brutto periodo (ansia, attacchi di panico, pensieri che logorano e pianti) e parlando con un’amica che studia psicologia, lei mi ha consigliato di scrivere i miei pensieri così da buttarli fuori. Ho ripreso quindi il mio journal e ho ricominciato a scrivere e annotare qualsiasi cosa. Quindi per me è stata una terapia, avevo pensieri in meno, ero più felice e più motivata a fare cose da scrivere poi li. E tutt’ora sono le stesse emozioni”.

Maria, altra voce di TikTok, invece, mi ha confessato che:” è una pratica che faccio da poco e non quanto vorrei. È un momento di concentrazione e relax che mi permette di far andare le mani, di placare l’ansia e di sfogare la creatività. Quando riguardo le pagine fatte mi stupisco come ognuna sia estremamente diversa e sia in linea con le emozioni del periodo che sto passando. In ogni caso mi piace molto fare scrapbooking e junk journal e vedere il risultato di quella mezz’oretta passata a ritagliare ed incollare… mi alzo dalla scrivania soddisfatta e rilassata”

Il bullet journal, invece, unisce la bellezza con l’organizzazione. Liste di attività, annotazioni, appuntamenti, obiettivi personali e riflessioni sono i fili rossi di questo hobby. Il bullet journal può essere un caro “amico” per farci iniziare la giornata con il piede giusto, ma anche un buon supporto tecnico per la gestione della nostra quotidianità. È un’attività ideata da Ryder Carrol e descritta nel suo libro “The Bullet Journal Method” e documentata nel sito bulletjournal.com.

Il bullet journal, in poche parole, è un sistema analogico di organizzazione personale che unisce la pianificazione con un diario, permettendo un sano sviluppo interiore. Si costruisce pagina dopo pagina, adattandosi alle preferenze di ognuno di noi. Ciò che rende il bullet journal unico è la sua struttura modulare: future log, monthly log, daily log e tracker permettono di tenere traccia di obiettivi, abitudini e riflessioni. Negli ultimi anni il bullet journal si è evoluto in una forma di espressione creativa, integrando elementi di calligrafia, illustrazione e scrapbooking.

Veniamo, infine, al junk journal… il mio preferito (e che pratico anche io). Il junk journal è una terza forma di journaling, affascinante perché unisce l’estetica dello scrapbooking alla libertà del bullet journal, ma con un’anima più vintage, imperfetta e poetica.

Scontrini, carte dei regali, biglietti dei concerti, buste originali, vecchie pagine di libri, cartoline, ritagli, volantini dei supermercati diventano il materiale perfetto per degli “attacchi d’arte” amatoriale a costo zero. Le pagine del nostro junk journal nascono proprio da tutti quegli oggetti, e perché no, ricordi che la maggior parte delle volte buttiamo via o mettiamo in scatole per poi dimenticarci di essi.

Il termine junk (‘spazzatura’) non va inteso in senso negativo: indica l’uso poetico e sostenibile di materiali dimenticati, che trovano nuova vita in un contesto narrativo. Lo scopo del junk journal è quello di affiancare e superare l’idea di un journal che guarda solo al bello. Così, nasce sui social la pratica del “junk journaling”: fatto di caos, privo di regole e frutto di tutto ciò che si possiede già in casa o che dimentichiamo nel fondo della borsa.

Quest’attività ci permette di ricordare per sempre dei momenti della vita quotidiana attraverso degli oggetti reali: scontrini, biglietti d’ingresso, biglietti da visita, carte regalo. Tutto in un unico quaderno che avrà il compito di custodire gli attimi frenetici delle nostre vite o i momenti di quiete e spensieratezza che ci concediamo.

A tal proposito, Martina, creator amatoriale su TikTok, mi ha raccontato: “Faccio journaling ormai da 15 anni ma solo a novembre 2024 ho pensato di voler trovare un hobby più creativo e ho iniziato a fare junk journaling. Faccio un lavoro in cui bisogna essere meticolosi, organizzati, sicuri, avere un hobby in cui posso dare sfogo alla parte più creativa di me mi rende felice, mi sento più libera dando spazio alla mia creatività e, allo stesso tempo, collezionando ricordi”

Ogni giorno, anche il più monotono e banale, può essere messo su carte e diventare arte. In un mondo che corre veloce, il journaling ci invita a rallentare. Non serve talento artistico né parole perfette: bastano carta, penna e un pizzico di autenticità. Ogni pagina diventa un piccolo spazio di libertà, un dialogo silenzioso con sé stessx, un modo per mettere ordine, ricordare, guarire e creare. Che sia un bullet, uno scrap o un junk journal, ciò che conta davvero non è la forma, ma la presenza: quella mano che scrive, incolla, colora e, nel farlo, si ritrova.

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