Un Pride globale: da Roma a Kiev, la marcia non si ferma

Sabato 14 giugno, nelle grandi città del mondo ha avuto luogo il Pride Month edizione 2025. Molto più di una semplice manifestazione: un grido condiviso per l’uguaglianza, la libertà e il riconoscimento dei diritti delle persone LGBTQ+. Tra le grandi città, due in particolare hanno segnato questa edizione: da una parte Roma, con le oltre 200.000 persone che hanno colorato le sue strade; dall’altra, il coraggio di chi, nonostante le bombe, ha sfilato a Kiev, nel cuore della guerra.

Il successo del Pride romano

Nella capitale italiana si è tenuta la 31esima edizione del Roma Pride, un evento ormai consolidato che ha visto la partecipazione di oltre 200.000 persone. Il corteo, composto da oltre quaranta carri colorati, ha sfilato da Piazza della Repubblica fino all’area delle Terme di Caracalla, attraversando il centro con musica e balli .

La madrina di questa edizione è stata Rose Villain, artista amatissima dalla comunità LGBTQ+, che ha visto il suo brano Fuorilegge adottato come inno ufficiale della manifestazione. Un gesto che ha sicuramente rafforzato il legame tra musica e diritti civili.

Durante la parata si è anche tenuto un minuto di silenzio per Gaza e la Palestina, a testimonianza del fatto che la comunità LGBTQ+ italiana non vuole rimanere indifferente di fronte alle tragedia che il popolo palestinese sta vivendo in questo delicato periodo storico.

Il Pride di Kiev all’insegna della pace e dei diritti

Nonostante la guerra in corso, anche in Ucraina si è svolta una marcia del Pride, dimostrando che la lotta per i diritti non conosce tregua. A Kiev, centinaia di persone appartenenti alla comunità LGBTQ+ hanno sfilato per le strade del centro, spesso rischiando la propria sicurezza. È stato un gesto di estremo coraggio e di rivendicazione, volto a chiedere riforme legali urgenti.

Tra le richieste principali dei manifestanti, spiccano quelle legate al riconoscimento delle unioni omosessuali: il diritto di prendere decisioni mediche per il proprio partner in caso di ferimento in guerra, e la possibilità di seppellire i propri cari caduti nel conflitto. Diritti minimi, umani, che ancora oggi non sono garantiti dalla legislazione ucraina.

Diritti LGBTQ+: un’urgenza senza confini

Il Pride 2025 ci consegna una fotografia chiara: la battaglia per i diritti delle persone LGBTQ+ è globale, e assume forme diverse a seconda dei contesti. A Roma, si festeggia, si rivendica e si da visibilità. A Kiev, si resiste, si chiede protezione, si spera in una società più giusta anche sotto le bombe.

Due città, due mondi che hanno in comune la stessa forza: quella di chi non si arrende. Di chi crede che l’amore, in tutte le sue forme, meriti rispetto e riconoscimento. E che la libertà di essere sé stessi sia un diritto inalienabile, ovunque.

Nel caso voleste rimanere aggiornati o saperne di più riguardo a tutto ciò che circonda questo evento vi lascio qui il link alla pagina ufficiale del Roma Pride.

Qui trovate tutte le date dei Pride in Italia previsti nel 2025, anche se l’elenco è in continuo aggiornamento.

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