Dico a te, sì, a te che hai un marito o una moglie ma anche un* amante. Come vanno le cose? C’è chi, in tempi di Covid, ha rallentato tutto, il talamo è freddo e l’amante è irraggiungibile. Ma anche chi, per scansare la claustrofobia coniugale o sfuggire l’angoscia di morte (sì, di morte) di questo periodo, ha moltiplicato l’attività erotica e sensuale. Sono due vie, due modi, due mondi.

Perfino oggi, solistizio d’inverno e Giornata Mondiale dell’Orgasmo per la Pace nel Mondo, sul sito del Ministero della Salute di sesso e Covid non si parla. Ma, come ci insegna la frenesia sessuale di Florentino, il protagonista del romanzo di Marquez L’amore ai tempi del colera, una pandemia non conduce necessariamente alla castità. Lo conferma Google Trends: gli utenti sono decisamente più interessati all’argomento sesso rispetto al 2019. Ma anche una ricerca condotta su oltre mille iscritti a Inner Circle, dating app mondiale, che ha registrato nel 2020 un incremento del 151% di attività in Italia rispetto all’anno precedente.

Facebook ha colto la palla al balzo e ha lanciato Facebook Dating, approdato da poco nel Bel Paese. Curve in salita anche su Tinder, la celebre app di incontri, che ha registrato un aumento del numero di conversazioni del 39% in lockdown, e per OkCupid, che dichiara un incremento di utilizzo del 30-40%. Così come per il sito d’incontri ByParent.com, che ha osservato un improvviso aumento delle registrazioni al portale, e per Gleeden, con iscrizioni triplicate e un traffico giornaliero del +300%. Su Meetic intanto il il 57% degli iscritti ha cercato più continuità nelle relazioni.

La Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS) dichiara che l’era Covid sta rappresentando una profonda trasformazione di sessualità ed erotismo: ravvivate in molte coppie conviventi ma anche un deciso aumento dell’utilizzo di siti porno e di webcam, per mantenere un contatto virtuale con il partner non convivente e/o con l’amante.

Se da una parte l’angoscia di morte sviluppa per reazione un aumento di libido, inno fisiologico alla vitalità da contrapporre alla resa, dall’altra però sono le stesse piattaforme a scoraggiare gli incontri dal vivo: Once ha introdotto i video live per dare ai propri iscritti la possibilità di vedersi online in tempo reale, una sorta di slow dating, esperienza che, sulla base di preferenze e interessi, antepone la qualità dei match alla quantità: aperitivi condivisi, film da vedere insieme, cene da preparare in simultanea. Mumble invece lancia uno speciale badge che permette di identificare le persone interessate ad appuntamenti rigorosamente virtuali: per ogni badge rilasciato, Bumble effettua una donazione al Fondo Solidarietà COVID-19 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’importanza di una connessione emotiva prima ancora di quella fisica è il claim di molte app: Grindr, per soli uomini, fa apparire banner sull’emergenza COVID-19 e offre videochat gratuite e video di psicoterapeuti, proponendo ai propri utenti di condividere momenti della propria quarantena. Hinge lancia il Date from home, mentre Joy Club, il più noto sito erotico di incontri tedesco, regala la propria versione premium a tutti gli iscritti consentendo di interagire con tutti i membri della community, con accesso illimitato a foto e video e possibilità di visitare i profili in incognito. Non solo: il claim “viva la tua voglia” affianca un servizio di informazione medica, e, nella sezione incontri, è scritto a chiare lettere che «non vengono offerti incontri reali ma in alternativa si offrono eventi e date online» (l’annuncio finisce con “Bleib Gesund”, resta vivo). Infine Match: l’app britannica punta alla prevenzione dei comportamenti a rischio e al sostegno diretto dei propri utenti con un servizio gratuito di consulenza a cura di esperti (la chat live è gratuita e per ogni nuovo iscritto l’azienda dona un euro a favore di iniziative di associazioni di tutta Europa).

Insomma, un gran casino: aumento del desiderio ma anche della paura, una tensione perfetta tra pulsione di vita e pulsione di morte, per dirla secondo Freud. Se le coppie conviventi stanno guadagnando un innegabile beneficio, con più tempo a disposizione per godersi uno slow sex, mosso dal desiderio e non dalle (poche) occasioni, recuperando erotismo e sensualità, preliminari e corteggiamento, le relazioni fedifraghe, gli amanti, i single, e i fan del sesso occasionale restano a bocca asciutta.

Ma la medaglia, come la luna, si sa, ha due lati. Ed è così che, al contrario, molti matrimoni scoppiano (+ 30% di divorzi in Italia dall’aprile 2020) mentre nuove relazioni nascono. “Nuove” non solo nel senso che diminuiscono i single, ma nel senso che nasce un nuovo modo di entrare in contatto. Ed è questa la vera riscrittura delle relazioni e dei ménage in era Covid: prevale la conoscenza dell’altro sulla fugace predazione, il contatto emotivo sul consumo sessuale, l’approccio “slow” che, con un po’ di fortuna, può preludere alla magia dell’incontro.

Non è un tornare ai “vecchi tempi”, quando il corteggiamento faceva da sovrano, direi piuttosto un recupero del piacere sull’ansia: lo slow dating, infatti, permette quel “controllo”, quella consapevolezza di ciò che accade dentro noi stessi che dona un tempo nuovo agli incontri, consente di valutarne la portata, lo spessore, il reale interesse che sucitano in noi, di percepirne l’eventuale prospettiva. La possibilità di gestire il frenetico “botta e risposta” dell’online, infatti, è un ottimo strumento per ridurre le ansie da prestazione e, al contempo, percepire – laddove ci fossero – quelle affinità elettive necessarie al pieno godimento di una relazione o di un flirt. Per non parlare dell’effetto sull’autostima, perché quando il like e il match sono dettati dalla fretta, in agguato c’è sempre il rischio della ferita narcisistica.

Ridiamoci su, dai: guarda questi 3 minuti di corto dei geniali The Pills.