A tutti sarà capitato o capiterà un amore difficile, un amore andato a male: eccone la descrizione passata e futura.

Certi amori sono un grande gnommero, un Pasticciaccio ubicato non solo a Via Merulana, un guazzabuglio, un gran casotto. Mi pare questo l’unico approccio gnoseologico ed epistemologico al fenomeno in questione.

Vi piace tizio/a, ma a tizio/a non piacete voi? Si tratta di un chiaro esempio di intransitività scissa che si verifica quando l’azione non transita nell’altro/a, l’incastro non combacia e voi rimanete come le parole tronche: mozzi/e! I linguisti direbbero ossitono, ma sorvoliamo.

Uscite con uno/a, ma vi piace quell’altro/a? Parliamo così di baritonesi, ossia di non portare l’accento sull’ultimo partner o sull’ultima vocale ma spostarlo altrove, con nonchalance, perché sennò il risultato è cacofonico.

Lei o lui vi tradisce con un altro/a? Siamo di fronte ad una chiara situazione anticausativa, cioè generata da una causa esterna nei confronti della quale non possiamo agire e non abbiamo poteri. Vi accorgerete che è un fenomeno per cui nemmeno la fata turchina ha soluzioni! Quando mostrerete il vostro disappunto, verranno fuori solo suoni uvulari.

Cercate e non trovate? Tipico caso di agentività alta ma con scarsi risultati, meglio quindi adattarsi ad una passività degli eventi: della serie quando arriva arriva o meglio tardi che mai.

Vorreste che il partner trascorresse più tempo con voi, ma non lo fa. Tipico esempio di deissi mancata, non c’è alcun riferimento al contesto e potremmo serenamente definire il/la moroso/a un allomorfo/a.

La teoria dello stato delle cose non vi convince? Provate a trovare situazioni risultative coerenti con le vostre richieste e capirete che è più agevole recarsi sul cucuzzolo della montagna vicino a Katmandu.

Decidete di declinare le virtù del partner? Vi accorgerete che è impresa da nonsense, un limerick della migliore tradizione letteraria, un palindromo senza capo né coda.

Cercate in tutti i modi di farvi capire esprimendo la vostra opinione e di giungere così ad un’intesa comune? Arriverete alla convinzione che non solo parlate due lingue diverse, ma che voi appartenete alle lingue ergativo-assolutive, mentre il partner pratica il grammelot. Con questi presupposti, accampare pretese di comprensione ci sembra decisione arbitraria e basata sul nulla cosmico o sul nulla eterno (le due soluzioni, entrambe valide, rimandano ad una possibile lettura galileiana o foscoliana del fenomeno, fate vobis). Noterete che la vostra glottide nel frattempo si sarà seccata.

Poi, se poco poco lui o lei capisce che vi piace, sapete che fa? Sparisce, se ne va, se ne perdono le tracce, altro che l’Australopiteco Lucy che ci ha lasciato le sue orme! Nella migliore delle ipotesi si trasferisce in Papua Nuova Guinea con biglietto di sola andata pur di non assumere impegni di nessuna tipologia. Eviterà, capite bene, la Rift Valley per non lasciare segni a milioni di anni di distanza.

Il risultato sarà per molti che si resterà al singolare femminile o al singolare maschile senza nessuna possibilità di avere variabili orientate al plurale.

Figuriamoci la prole! Prole fa coppia minima con parole (togli e aggiungi la A e vengono fuori due parole diverse).

La prole nasce per derivazione da mamma e papà.

Le parole nascono per derivazione da altre parole. Mi pare che fili!

La coppia minima però è figura della linguistica ma non sempre della vita reale, a quanto pare, in cui si è più orientati verso soluzioni tetravalenti.

Non sei convinto che la tua morfologia (forma) piaccia all’altro e ti senti come i pesci teleostei lofiformi (comunemente noti come rana pescatrice o rospo)? Allora che si fa? Rassegnatevi!

Se infine state pensando che abbiamo scritto solo una gran catastrofe, sappiate che abbiamo cercato di raccontare solo una delle visioni possibili.

Se concludete che s’è scritto un bel casotto e non ne raccapezzate il sugo, concludiamo con la chiosa che fu dello scrittore che raccontò la più famosa love story italiana (Manzoni): credete che non s’è fatto apposta!

La lingua italiana e le sue potenzialità

E infine, se siete ancora convinti di trovare il principe azzurro, piuttosto che Biancaneve e i Sette Nani, vi consigliamo la lettura di Biancaneve e i settenari. Antologia di poesia giocosa, ossia un vademecum su come giocare con le parole della lingua italiana su temi non solamente di matrice amorosa.

Un manuale in cui la lingua amletica diventa lingua leggera e scherzosa, in cui le abilità degli autori danno vita a componimenti ludolinguistici e inusuali, tra cui mesostici tautogrammatici, poesie catagrammatiche, palindromi, anagrammi, sciare, lipogrammi e molte altre diavolerie in versi. Capirete così che Brontolo, Dotto e Cucciolo è un settenario sdrucciolo (frase di Luciana Preden riportata nell’introduzione del libro).

Chiudiamo davvero ricordandovi – secondo una visione divertita e poco convinta di chi scrive – che il principe azzurro e la principessa azzurra vivono solo nei dizionari IPA (International Phonetic Association) in trascrizioni fonetiche astratte!

Note di lettura: le figure della linguistica sono state liberamente adattate da chi scrive e sono frutto di una autonoma reinterpretazione personale.

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