Ripetizione e improvvisazione: è il dualismo magico di Sasha Waltz. Una costante, una certezza – nell’incertezza – del teatro, anche e ancora di più in tempo di Covid. Insieme alla sua Compagnia dal talento multiforme, Sasha Waltz & Guests sancisce di nuovo il suo rapporto viscerale con la musica, dalla quale trae continua ispirazione. Inventa, rivisita e balla, in do. O meglio, In C: è questo il titolo della sua ultima creazione, uno spettacolo in danza sulle note di Terry Riley, rappresentato per la prima volta il 6 marzo, livestream dal radialsystem di Berlino e disponibile sulla pagina Facebook o sul canale YouTube della Compagnia fino al 5 aprile.

Contemporaneo come il tanztheater della coreografa tedesca, Riley compone In C nel 1964: una partitura eccezionale che segna l’inizio della musica minimalista. 53 frasi musicali, brevi e numerate, che passano dal sentire individuale del singolo musicista a quello comune – e comunitario – dell’orchestra. L’innovazione di questo pentagramma è tutta nella sua ideazione e nella sua realizzazione (rileyana ma, cinquantasette anni dopo, anche nella trasposizione coreutica waltziana). Con un piccolo prologo che la trasforma in un ibrido affascinante, tra coro e musa – tanti e sola – capace di calare il pubblico in medias res, Sasha Waltz mostra lo spartito: come ciascun musicista può ripetere ogni frase tutte le volte che vuole – ma in momenti diversi – e scegliere quando passare alla successiva, così anche i danzatori. Una musica-danza che si paragona a una partita di calcio: richiede anch’essa studio, formazione, allenamento e strategia del singolo giocatore e, in campo, dell’intera squadra. Un esercizio solo in apparenza puramente tecnico e ripetitivo (all’infinito), che sprigiona un arcobaleno di estro e diversità, nelle sue gradazioni più colorate, rintracciabili dallo sfondo alla scelta dei costumi.
Waltz lavora proprio come il compositore statunitense o come un allenatore o, più propriamente, come la brava coreografa e regista quale è: ripropone le 53 figure attraverso la reiterazione ipnotica del movimento. Musica e gesto si sovrappongono, si confondono, riducendo l’interazione tra i danzatori in un unico spazio, obbligandoli a occuparlo in più dimensioni e a danzare il grande gioco del ballo su tutte le linee. Nasce, allora, una nuova partitura coreografica capace di cambiare, rimanendo sempre la stessa. Un’idea che genera ancora una volta un crocevia di dialoghi e interpretazioni, costituiti da differenti approcci, forme e strutture, con il comune denominatore della libertà individuale ma collettiva.

Qual è la bellezza di questa danza in do di Sasha Waltz? Non è mai uguale, è opposizione e analogia, è irripetibile nonostante la sua ripetitività. Mette al centro il singolo, autodeterminandolo all’interno di quella comunità da cui non può prescindere e che stabilisce per prima la sua chiara indipendenza. In C è una danza democratica e, ugualmente alla partitura originaria, annienta qualsiasi individualismo, esalta l’unicità del singolo all’interno e al servizio della collettività: regala la libertà personale, obbligando all’attenzione e all’ascolto dell’altro, in una danza corale.

A distanza di un anno dall’inizio della pandemia, Sasha Waltz si cala perfettamente in questo tempo, fino a rendere paradigmatica la sua drammaturgia. In un momento che ci costringe tuttora all’immobilità, che circoscrive lo spazio e limita la libertà, col suo danzare fisico e metaforico amplifica la soggettività e – paradossalmente – aggrega e abbatte ogni distanziamento. Che, alla fine, resta comunque insopportabile. Ma ci ricorda quanto sia impossibile ballare da soli. Quanto sia necessario non abbassare il sipario, aspirare e partecipare a questo teatrodanza (partitura o partita, come vi piace). Universale e democratico, che esige l’adesione, pretende la collaborazione, coinvolge e impone il contributo di tutti. Nessuno escluso.

In C
Sasha Waltz & Guests
Terry Riley
Live dal radialsystem di Berlino
6 marzo 2021
Fino al 5 aprile 2021 disponibile sulla pagina Facebook o sul canale YouTube della Compagnia 

Regia e coreografia: Sasha Waltz
Costumi: Jasmin Lepore
Luci: Olaf Danilsen
Drammaturgia: Jochen Sandig
Danza e coreografia: Davide Di Pretoro – Edivaldo Ernesto – Melissa Figueiredo – Hwanhee Hwang – Annapaola Leso – Michal Mualem – Zaratiana Randrianantenaina – Aladino Rivera Blanca – Orlando Rodriguez – Joel Suárez Gómez
Produzione: Sasha Waltz & Guests

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