Fino al 7 Maggio 2023 Chippendale Studio di Milano (Via Pietro da Bescapè 3) ospita un’esposizione di Stefano Conti (Treviglio, 1994).

Fotografia per gentile concessione dell’artista

Terzo appuntamento del ciclo espositivo Solo Show, è una serie di mostre pensate in collaborazione tra lo Studio milanese e diverse istituzioni e gallerie d’arte contemporanea per la diffusione del lavoro di personalità attive nel mondo della fotografia contemporanea.

Fotografia per gentile concessione dell’artista

Teach me how you designed these creatures è stata realizzata grazie al supporto di Swedish Arts Grants Committee.

Le opere che fanno parte del progetto Teach me how you designed these creatures hanno uno stretto legame con un territorio italiano specifico: la Sardegna.

Durante una residenza artistica che Stefano Conti ha svolto sull’isola, egli si è immedesimato negli accademici nel momento in cui devono definire una Storia. La stessa posizione in cui si può trovare uno storico, un antropologo o un archeologo sia durante la ricerca che nella formalizzazione di un lavoro.

Fotografia per gentile concessione dell’artista

Interessato alla vita degli oggetti e alle connotazioni soggettive che possono essere attribuite a reperti appartenenti a differenti periodi storici, l’artista esplora le teorie e le contraddizioni che caratterizzano le modalità con cui la Storia ha raccontato la Civiltà Nuragica.

Stefano Conti e la Storia, materia elastica

In La forma del tempo. La storia dell’arte e la storia delle cose, George Kubler, teorico dell’estetica e specialista di arte pre-colombiana e ibero-americana del Messico, definisce la Storia una materia elastica riferendosi alla libertà, e perciò anche alla responsabilità, che ha un narratore nel momento in cui sceglie un taglio in una serie di eventi temporali.

Fotografia per gentile concessione dell’artista

Ed è esattamente l’elasticità della Storia che attira la curiosità di Stefano Conti, concentrando la sua attenzione sulle carenze storiografiche, sulle lacune temporali o narrative che vengono colmate da ipotesi e teorie, e che occasionalmente sfiorano anche l’assurdo, dando vita a miti o trappole della narrazione.

L’artista utilizza tecniche diverse tra cui la fotografia e la scultura con cui crea oggetti ibridi, mettendo in mostra installazioni di composizioni strampalate, soggettive e spontanee, che permettono all’immagine di staccarsi dal supporto bidimensionale, per aprire nuove strade di lettura.

Esplorando i confini e le possibilità narrative e storiche degli oggetti/reperti, lo spazio espositivo diventa un’occasione per immergersi in una temporalità personale, una Storia episodica, un Solo Show.

Fotografia per gentile concessione dell’artista

Lo stile è come un arcobaleno: è un fenomeno di percezione

soggetto alla coincidenza di certe condizioni fisiche.

Possiamo vederlo solo per brevi istanti

quando ci soffermiamo tra il sole e la pioggia

e svanisce appena ci portiamo sul luogo dove abbiamo creduto di vederlo.

Edizione di riferimento: George Kubler, La forma del tempo. La storia dell’arte e la storia delle cose, con una nota di Giovanni Previtali, trad. it. di Giuseppe Casatello, Einaudi, Torino 1976 e 1989. Titolo originale: The Shape of Time, Yale University Press © 1972 George Kubler

Stefano Conti è nato a Treviglio nel 1994, vive a lavora in Svezia. Fa parte del duo artistico Emma & Conti ed è fondatore di SWIT, una piattaforma che cerca l’incontro della fotografia contemporanea tra l’Italia e la Svezia.

Orari della mostra: Lunedì – Venerdì su appuntamento. chippendalestudio@gmail.com

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